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Report mondiale Alzheimer 2021: “Un viaggio attraverso la diagnosi di demenza”

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In occasione della ventottesima Giornata Mondiale della Malattia di Alzheimer, che ricorre ogni anno il 21 settembre, l’organizzazione mondiale Alzheimer’s Disease International (ADI) ha presentato il nuovo Rapporto Mondiale Alzheimer 2021 dal titolo “Viaggio attraverso la diagnosi di demenza”.

Un viaggio estremamente complicato.

Dal rapporto emerge prima di tutto la difficoltà di accesso alla diagnosi di demenza: circa il 75% dei 55 milioni di casi nel mondo non ha una diagnosi ufficiale. Un dato sconcertante, purtroppo destinato a divenirlo ancor di più, se si guardano le previsioni che raggiungono i 78 milioni di casi entro il 2030.

Inoltre, le restrizioni adottate dalla maggior parte dei paesi per contenere la diffusione del COVID-19 durante il 2020-2021 hanno inoltre tagliato gran parte dell’accesso ai servizi sanitari per le persone con sintomi di demenza. Il pieno impatto di questa “parziale interruzione della diagnosi” si vedrà nei prossimi anni.

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza, un termine generale che si riferisce alla perdita di memoria e di altre abilità intellettuali talmente grave da interferire con la vita quotidiana. Tuttavia vi sono diverse altre condizioni patologiche che possono portare a demenza. L’ictus e le malattie cerebrovascolari, la malattia di Parkinson, il trauma cranico, ne sono alcuni esempi.

Non si tratta, quindi, di un normale elemento dell’invecchiamento – come erroneamente creduto dal 62% delle persone secondo il Report – anche se il massimo fattore di rischio conosciuto è rappresentato dall’aumentare dell’età.

Sebbene non esista ad oggi un trattamento farmacologico risolutivo, sono disponibili dei trattamenti che possono rallentarne il peggioramento e migliorare quindi la qualità della vita delle persone affette e dei loro familiari e caregiver. È in corso attualmente uno sforzo mondiale per trovare modi migliori per curare la malattia, ritardare la sua insorgenza, e impedirle di svilupparsi.

Il rapporto contiene infine una serie di raccomandazioni rivolte ai sistemi sanitari di tutto il mondo. Questi sono invitati a dare rilievo alla prevenzione con controlli annuali per le persone oltre i 50 anni, riconoscere i principali segnali di avvertimento della demenza ed   iniziare a registrare le diagnosi in modo più accurato.

Per sintetizzare i dati del rapporto, abbiamo realizzato la video infografica in apertura dell’articolo.

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